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Beppe Leonetti il 04 dicembre 2010 alle 14:08
1. Dunque viene premiato un film italo-bulgaro a margine del Festival di Venezia. A margine, ma alla premiazione c’erano Marco Müller e Paolo Baratta, “sconvolti”, dice Il Fatto, e “chiamati in tutta fretta dalle stanze del ministero”. A margine, eppure il film è una coproduzione di Bulgaria e Italia, RaiCinema, e nonostante le minimizzazioni della signora Caterina D’Amico, il film all’Italia è costato un milione di euro, e sul contratto c’è la firma della signora suddetta. Oggi tutti se ne lavano le mani, non sapevano, non sapeva la giuria (è vero che il premio è stato consegnato a margine, trattandosi di un premio speciale inventato per l’occasione), che del resto nemmeno legge i programmi delle proiezioni (giuria del premio Action for Women: Tornatore, F. Comencini, Torre), non lo sapeva nessuno, perché la premiazione era a margine.
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gianfranco il 30 marzo 2010 alle 12:51
Ieri sera, anziché continuare a farmi il sangue amaro coltivando vane speranze elettorali, sono andato al cinema. Ho visto Il profeta, un film del quale hanno parlato bene in molti.
E devo dire che chi trova sia un bel film non ha tutti i torti. La qualità registica è notevole. Belle immagini, belle inquadrature, magnifica fotografia, un montaggio misurato ed efficace, scelte musicali quasi sempre appropriate. Il film è lungo. Ma forse un romanzo di de-formazione come questo richiede qualche minuto in più di montato rispetto alla norma.
Insomma, tutto bene?
Direi di no.
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gianfranco il 12 febbraio 2010 alle 10:41
Che poi uno si chiede: ma il far sapere a tutti che a Bertolaso piacciono così tanto le signorine non è un modo per ristabilire la correttezza delle gare d’appalto?
Si, insomma, ora gli imprenditori onesti che erano stati esclusi dalle gare sanno che non c’è nulla che non vada nei loro prodotti. Era una questione di packaging.
E’ ora che lo sanno possono adeguare l’offerta e competere ad armi pari.
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