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Beppe Leonetti il 04 dicembre 2010 alle 14:08
1. Dunque viene premiato un film italo-bulgaro a margine del Festival di Venezia. A margine, ma alla premiazione c’erano Marco Müller e Paolo Baratta, “sconvolti”, dice Il Fatto, e “chiamati in tutta fretta dalle stanze del ministero”. A margine, eppure il film è una coproduzione di Bulgaria e Italia, RaiCinema, e nonostante le minimizzazioni della signora Caterina D’Amico, il film all’Italia è costato un milione di euro, e sul contratto c’è la firma della signora suddetta. Oggi tutti se ne lavano le mani, non sapevano, non sapeva la giuria (è vero che il premio è stato consegnato a margine, trattandosi di un premio speciale inventato per l’occasione), che del resto nemmeno legge i programmi delle proiezioni (giuria del premio Action for Women: Tornatore, F. Comencini, Torre), non lo sapeva nessuno, perché la premiazione era a margine.
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Beppe Leonetti il 19 maggio 2010 alle 17:25

Un film del 1973 e il suo remake del 2010. Quasi quarant’anni di distanza. Due diversi modi di raccontare la stessa storia che rappresentano un’interessante metafora di come è cambiata la percezione del potere.
I film si intitolano entrambi La città verrà distrutta all’alba (The Crazies). Il primo (1973) è diretto da George Romero, il secondo da tale Breck Eisner. La trama: un aereo militare che trasporta il Trixie, potentissima arma biologica per la quale ancora non esiste un vaccino, precipita nei pressi di un piccolo villaggio del midwest americano (Evans City nel 1973, Ogden Marsh nel 2010). Mentre gli abitanti danno di matto e tentano di uccidersi l’un l’altro (il Trixie fa letteralmente impazzire le sue vittime), il governo invia un contingente militare per mettere in quarantena la città: né l’infezione, né la sua notizia devono arrivare al resto del Paese. Solo due uomini (il capo dei pompieri e il suo vice, entrambi reduci di guerra, nel film del 1973, lo sceriffo e il suo vice nel 2010) con la moglie, incinta, del primo di essi, tentano la fuga per la sopravvivenza.
Ma già così, a una superficiale visione, balzano agli occhi le differenze tra le due pellicole.
The Crazies 2010 è una cronaca della fuga di David, Judy e Russell: colpi di scena, sparatorie, alta tensione e sangue ne fanno un puro film d’avventura. I tre protagonisti devono scappare dal loro villaggio, arrivare alla città vicina per denunciare le follie a cui stanno assistendo: “militari” (una non meglio precisata entità) che uccidono liberamente cittadini americani. Durante il viaggio si imbattono in alcuni “contagiati”, che più che veri e propri malati sono “sciacalli”, cacciatori che in una zona di sospensione di diritti civili, e quindi di legalità, danno libero sfogo ai loro istinti animaleschi.
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gianfranco il 30 marzo 2010 alle 12:51
Ieri sera, anziché continuare a farmi il sangue amaro coltivando vane speranze elettorali, sono andato al cinema. Ho visto Il profeta, un film del quale hanno parlato bene in molti.
E devo dire che chi trova sia un bel film non ha tutti i torti. La qualità registica è notevole. Belle immagini, belle inquadrature, magnifica fotografia, un montaggio misurato ed efficace, scelte musicali quasi sempre appropriate. Il film è lungo. Ma forse un romanzo di de-formazione come questo richiede qualche minuto in più di montato rispetto alla norma.
Insomma, tutto bene?
Direi di no.
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Beppe Leonetti il 26 gennaio 2010 alle 11:34
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