L’immagine della tristezza

Punto 1: Diceva Kissinger che “il potere è l’afrodisiaco supremo”, lasciando intendere che le donne, subendone il fascino, si concedono senza remore a chi ne è in possesso. Eppure l’uomo più potente in Italia è costretto a pagare per convincere qualcuno a partecipare ai suoi party e andare a letto con lui.

Punto 2: L’autodefinitosi “unico boss virile” si scopre che ha bisogno d’imbottirsi di pillole blu per reggere la botta, salvo poi essere sottoposto a un checkup permanente da parte dei suoi medici che temono ci lasci le penne.

Punto 3: Come capita alle persone di una certa età, l’uomo infaticabile crolla addormentato all’improvviso in occasione degli appuntamenti ufficiali, dei dibattiti parlamentari e ora sappiamo anche nel mezzo dei fantomatici party selvaggi. A quel punto le escort da intrattenitrici si trasformano in badanti per lui e suoi amichetti in età da pensione.

Insomma, il punto vero è: ma non è che alla fine si scopre che l’uomo vincente per definizione, quello del successo economico-politico-sportivo e del fascino latino, in realtà è uno sfigato?

La battuta perfetta

Diffidate da coloro che non sanno ridere.
S.B. 12/09/2010

Qualche tempo fa sul sito di Repubblica è comparso un sondaggio, uno di quei sondaggi periodicamente ideati da qualcuno della redazione, non si sa bene a quale scopo. Il sondaggio in questione si proponeva di determinare quale fosse la trasmissione televisiva più rappresentativa degli anni ‘80. Se non ricordo male ha vinto, e come avrebbe potuto essere altrimenti?, Drive-in.
Drive-in non è solo il programma televisivo che riassume e rappresenta gli anni ‘80 e la tv commerciale, preannunciando ciò che sarebbe successo al paese nei decenni successivi, ma è anche la levatrice che ha educato almeno una generazione. Su YouTube, sotto il video della sigla (sigla che, a riguardarla oggi, risulta davvero interessante: ambientata in una simil-base americana, stile “alleati simpatici e divertenti”, ma con una patina di italianità versata sulle comiche pecorecce – Beruschi che lucida le scarpe dei soldati fino a che non gli si presenta lo stacco di cosce di Lory Del Santo – e condita da ingenui effettini grafici, si conclude in un salotto nel quale uno scheletro sta guardando un televisore ammuffito: entrano i tre pompieri-istrioni sfondando la porta, si siedono accanto allo scheletro che solo a questo punto si “rianima” voltandosi a guardarli, mentre nel televisore diventato improvvisamente a colori compare il nome del programma, a lettere ciccione riempite di stelle e strisce), si leggono di questi commenti: “Classe ’74…..si aspettava solo quello la domenica sera….E che movimento la in basso quando lo schermo si riempiva delle scollature e coscie delle varie gnocche! Che tempi..mica come ora che gia alla mattina alle 6 in tv vedi gia tette e culi..li alla mattina manco cerano i programmi!!!” (calioscia074), oppure: “La nostra televisione ha bisogno di programmi come questo,non le boiate attuali….” (ciavazzaro), o ancora, in risposta a qualcuno che ha osato definire trash il Drive-in: ”cioè ti rendi conto di cosa hai scritto o no?? cioè questa è stata la trasmissione ke ha fatto un’epoca… è stata GENIALE… e tu ne parli cm trash???” (raffaelejair).

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Un attore mediocre

“Pubblicando con Mondadori Saviano ha generato conflitto.
Sta facendo venire al pettine nodi grossi.
E’ + di quanto abbia fatto l’opposizione.”
“Far venire nodi al pettine è tanto un dovere civico e politico,
quanto un compito specifico dello scrittore.”

Wu Ming, tweet 18/04/2010

Per vestire i panni di Jake La Motta in Toro Scatenato (Raging Bull, 1980), Robert De Niro è ingrassato di circa trenta chili. La sua interpretazione è sublime, emozionante (vince l’Oscar come miglior attore protagonista). Ma la sua salute è a rischio: Scorsese decide di accelerare la fine delle riprese per permettere all’amico di riprendere il suo peso forma. Per consentirgli di dismettere i panni di La Motta.
De Niro è un grande attore, e sa rendersi conto che a un certo punto arriva il momento di liberarsi di un personaggio, di svestirsi dei panni che ti hanno reso celebre: per evitare di fare danno a te stesso, per progredire, e per impedire al pubblico di identificarti per sempre con quella maschera. Per evitare di renderti ridicolo. Sono tante le biografie di attori che hanno fatto la scelta sbagliata, per apparente comodità, per necessità o per un calcolo errato, e ne hanno pagato le conseguenze. Così come sono tantissimi quelli che sono riusciti a riprendersi, dando un’improvvisa svolta alla propria carriera. Un attore rischia di smettere di essere un attore e diventare una caricatura. Questa è una delle principali differenze tra un grande attore e uno mediocre (“The talent is in the choices” è una frase attribuita a De Niro). Questo è il motivo per cui Roberto Saviano è un attore mediocre.

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