Punto 1: Diceva Kissinger che “il potere è l’afrodisiaco supremo”, lasciando intendere che le donne, subendone il fascino, si concedono senza remore a chi ne è in possesso. Eppure l’uomo più potente in Italia è costretto a pagare per convincere qualcuno a partecipare ai suoi party e andare a letto con lui.
Punto 2: L’autodefinitosi “unico boss virile” si scopre che ha bisogno d’imbottirsi di pillole blu per reggere la botta, salvo poi essere sottoposto a un checkup permanente da parte dei suoi medici che temono ci lasci le penne.
Punto 3: Come capita alle persone di una certa età, l’uomo infaticabile crolla addormentato all’improvviso in occasione degli appuntamenti ufficiali, dei dibattiti parlamentari e ora sappiamo anche nel mezzo dei fantomatici party selvaggi. A quel punto le escort da intrattenitrici si trasformano in badanti per lui e suoi amichetti in età da pensione.
Insomma, il punto vero è: ma non è che alla fine si scopre che l’uomo vincente per definizione, quello del successo economico-politico-sportivo e del fascino latino, in realtà è uno sfigato?




















La storia si ripete prima come tragedia e poi come farsa, no?
Molti dimenticano che, come questa, anche la dittatura precedente, quella di Mussolini, aveva nella virilità del tiranno un punto d’onore: Mussolini si vantava continuamente delle sue doti d’amatore, delle sue nottate da ginnasta di film porno, delle sue misure eccetera. Come del resto ricordava con disprezzo Gadda in “Eros e Priapo”.
Vale per tutti i boss in tutte le posizioni. Anche nel business è così.
Per questo, secondo me, si fa più male al PresDelCons ridicolizzandolo che non facendogli la morale.
ha, ah. sì, è uno sfigato.
ma stiamo solo parlando di un’altro meraviglioso modo in cui questo paese si rispecchia, frattalmente, nei suoi legali rappresentanti.