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	<title>Commenti a: Invictus: se Clint/Madiba ci insegna la buona politica</title>
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		<title>Di: Lakia Sandoual</title>
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		<dc:creator>Lakia Sandoual</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 16:54:00 +0000</pubDate>
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		<description>I thought Clint Eastwood was great in Gran Torino.  A friend of mine saw Here After last night and told me it had no story but was a cool idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I thought Clint Eastwood was great in Gran Torino.  A friend of mine saw Here After last night and told me it had no story but was a cool idea.</p>
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		<title>Di: Beppe Leonetti</title>
		<link>http://www.wirwer.it/2010/04/invictus-se-clintmadiba-ci-insegna-la-buona-politica/comment-page-1/#comment-270</link>
		<dc:creator>Beppe Leonetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 18:22:10 +0000</pubDate>
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		<description>Sono stato poco preciso nel mio intervento, e me ne scuso.
Quello che apprezzo nel tuo articolo è proprio l&#039;aver posto l&#039;accento sulla politica come &lt;i&gt;vita activa&lt;/i&gt;: oggi, in un periodaccio durante il quale, soprattutto nel nostro paese, la politica è letta come una cosa da subire, o al massimo da guardare di sfuggita. Ecco, oggi i memento della Arendt andrebbero ripetuti quotidianamente, e sulla questione mi fermo qui perché penso che siamo d&#039;accordo. 
Meno d&#039;accordo lo siamo sulla questione destra/sinistra. Sarò un vetero*, ma ritengo l&#039;assenza di idee il male della nostra epoca (grazie!): con idee intendo quelle cose che alcuni chiamano ideologie, e non le idee come programmi di un partito. La politica italiana sta tendendo a quella anglosassone, dove non esiste altro che un unico partito diviso in due fazioni. Chi dice la cosa più intelligente, vince. In Inghilterra, dove Brown ha appena annunciato la data delle elezioni, si vende il libro &quot;British politics for dummies&quot;: per orientarsi e decidere cosa votare. Ecco, questo a me fa paura. Mi fa paura Bersani, quando dice &quot;Oggi non si vota un partito, un&#039;idea, ma si vota un programma&quot;. Questo tipo di politica, che si può espletare con il voto o la partecipazione all&#039;interno di  microrealtà, è un tipo di politica mafioso, secondo me: ottengo ciò che voglio, allora funziona, altrimenti volto la mia testa da un&#039;altra parte.
Il tipo di politica che intendi tu, e che forse è il punto più alto del concetto di politica, non poteva funzionare in una democrazia rappresentativa come lo era la nostra quando c&#039;era la democrazia. Nè può funzionare in un mondo in cui le realtà non sono più i quartieri o i paesi, ma i continenti (Non credo alle realtà comunitarie: queste sono anacronistiche, altro che le ideologie). Nè può funzionare in un momento come il nostro, in cui il significato della parola &lt;i&gt;democrazia&lt;/i&gt; è cambiato. 

Concludo questo mio noioso intervento con Clint. Ogni volta che quello fa un film (e ne fa uno all&#039;anno), io perdo un amico. E pazienza. 
Ciò che intendo dire è che di sicuro si è rimbambito meno di altri, in vecchiaia. Perché un certo pubblico (se non piace la sinistra parola &lt;i&gt;sinistra&lt;/i&gt;) lo ha ignorato quando interpretava il fascismo giustiziero anni &#039;70, giudicato un argomento poco &#039;consono&#039;. E così, quello nel frattempo è cresciuto, è invecchiato e si è potuto permettere di fare riflessioni sull&#039;eutanasia (tabù da noi, anche a sinistra), sul razzismo e l&#039;immigrazione (questione ancora non chiarita, da noi, anche a sinistra), sull&#039;integrazione (questione ancora non chiarita, da noi, anche a sinistra). E mentre noi siamo rimasti a menarcela con le riflessioni sul rapporto padre-figlio, sulla commedia e sul comune senso del pudore, ci troviamo ad aver perduto un&#039;intera fetta di riflessioni che, se fossimo stati meno snob, avremmo fatto nostre. Tutto ciò è indubbio, è indubbio che il gusto cinematografico (artistico in genere), soprattutto negli anni &#039;70 e &#039;80, è stato (è ancora) un gusto &#039;politico&#039; o dettato dalla politica, che escludeva certi argomenti poco apprezzati dai più. Tali argomenti (come dicevo sopra: violenza ecc) dovrebbero essere ripresi e affrontati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato poco preciso nel mio intervento, e me ne scuso.<br />
Quello che apprezzo nel tuo articolo è proprio l&#8217;aver posto l&#8217;accento sulla politica come <i>vita activa</i>: oggi, in un periodaccio durante il quale, soprattutto nel nostro paese, la politica è letta come una cosa da subire, o al massimo da guardare di sfuggita. Ecco, oggi i memento della Arendt andrebbero ripetuti quotidianamente, e sulla questione mi fermo qui perché penso che siamo d&#8217;accordo.<br />
Meno d&#8217;accordo lo siamo sulla questione destra/sinistra. Sarò un vetero*, ma ritengo l&#8217;assenza di idee il male della nostra epoca (grazie!): con idee intendo quelle cose che alcuni chiamano ideologie, e non le idee come programmi di un partito. La politica italiana sta tendendo a quella anglosassone, dove non esiste altro che un unico partito diviso in due fazioni. Chi dice la cosa più intelligente, vince. In Inghilterra, dove Brown ha appena annunciato la data delle elezioni, si vende il libro &#8220;British politics for dummies&#8221;: per orientarsi e decidere cosa votare. Ecco, questo a me fa paura. Mi fa paura Bersani, quando dice &#8220;Oggi non si vota un partito, un&#8217;idea, ma si vota un programma&#8221;. Questo tipo di politica, che si può espletare con il voto o la partecipazione all&#8217;interno di  microrealtà, è un tipo di politica mafioso, secondo me: ottengo ciò che voglio, allora funziona, altrimenti volto la mia testa da un&#8217;altra parte.<br />
Il tipo di politica che intendi tu, e che forse è il punto più alto del concetto di politica, non poteva funzionare in una democrazia rappresentativa come lo era la nostra quando c&#8217;era la democrazia. Nè può funzionare in un mondo in cui le realtà non sono più i quartieri o i paesi, ma i continenti (Non credo alle realtà comunitarie: queste sono anacronistiche, altro che le ideologie). Nè può funzionare in un momento come il nostro, in cui il significato della parola <i>democrazia</i> è cambiato. </p>
<p>Concludo questo mio noioso intervento con Clint. Ogni volta che quello fa un film (e ne fa uno all&#8217;anno), io perdo un amico. E pazienza.<br />
Ciò che intendo dire è che di sicuro si è rimbambito meno di altri, in vecchiaia. Perché un certo pubblico (se non piace la sinistra parola <i>sinistra</i>) lo ha ignorato quando interpretava il fascismo giustiziero anni &#8217;70, giudicato un argomento poco &#8216;consono&#8217;. E così, quello nel frattempo è cresciuto, è invecchiato e si è potuto permettere di fare riflessioni sull&#8217;eutanasia (tabù da noi, anche a sinistra), sul razzismo e l&#8217;immigrazione (questione ancora non chiarita, da noi, anche a sinistra), sull&#8217;integrazione (questione ancora non chiarita, da noi, anche a sinistra). E mentre noi siamo rimasti a menarcela con le riflessioni sul rapporto padre-figlio, sulla commedia e sul comune senso del pudore, ci troviamo ad aver perduto un&#8217;intera fetta di riflessioni che, se fossimo stati meno snob, avremmo fatto nostre. Tutto ciò è indubbio, è indubbio che il gusto cinematografico (artistico in genere), soprattutto negli anni &#8217;70 e &#8217;80, è stato (è ancora) un gusto &#8216;politico&#8217; o dettato dalla politica, che escludeva certi argomenti poco apprezzati dai più. Tali argomenti (come dicevo sopra: violenza ecc) dovrebbero essere ripresi e affrontati.</p>
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		<title>Di: Marco Deodati</title>
		<link>http://www.wirwer.it/2010/04/invictus-se-clintmadiba-ci-insegna-la-buona-politica/comment-page-1/#comment-269</link>
		<dc:creator>Marco Deodati</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 16:24:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wirwer.it/?p=454#comment-269</guid>
		<description>Un grazie di cuore per i complimenti. Fa piacere che queste riflessioni abbiano incontrato il vostro interesse.
Vedo che il buon vecchio Clint divide ancora, ed è un bene. 
@ Beppe: ho scelto di parlare di questo film per quello che, mi sembra, ci mostra con una certa forza, cioè l&#039;anima originaria della politica, quella &quot;buona&quot;, che precede, come tale, le distinzioni ideologiche. La politica non è primariamente ideologia, ma azione comune, questo l&#039;assunto generale, che non si riferiva alla sinistra più che alla destra. La chiosa finale era sullo sfascio italiano, non faceva riferimento ai mali della sinistra. Non mi interessa mettere quest&#039;ultima sul lettino di Freud e compagnia bella, non mi entusiasmano queste spiegazioni psicanalitiche, lo confesso. Mi interessa invece capire le ragioni profonde di questa deriva e cosa opporle. Ecco, opporle il solito refrain, molto italiano, su destra/sinistra non mi sembra la cosa più efficace del mondo.
Proprio per l&#039;usura di queste categorie ormai logore, che fungono spesso da vere e proprie maschere in senso nietzscheano, vorrei anche limitare il più possibile l&#039;utilizzo di certi termini. Permettimi perciò di dissentire totalmente dal giudizio secondo cui Eastwood è un &quot;vecchio fascista&quot;. E&#039; probabilmente un &quot;conservatore&quot;, certo un uomo all&#039;antica, ma al contempo uno che non ha paura di fare i conti con i problemi del proprio mondo (eutanasia, razzismo, ecc.) in modo più autentico di molti altri cineasti, letterati, filosofi, intellettuali, di destra e di sinistra, del nord e del sud, di centro o di periferia. Ciò che viene apprezzato, dei suoi ultimi film, non mi sembra essere il pragmatismo, il decisionismo o il machismo, bensì -lo ripeto - la straordinaria sensibilità e il rigore morale con cui riesce a cogliere la complessità delle vicende che mette in scena. Inoltre, la scelta di filmare una storia con protagonista Nelson Mandela, primo presidente nero del Sud Africa, amico di Gheddafi e Castro, chiamato dai suoi collaboratori &quot;compagno Madiba&quot;, non mi sembra un&#039;iniziativa criptofascista. Credo invece che il buon vecchio Clint, fondamentalmente estraneo agli scontri ideologici europei, stia godendo di quella saggezza, tipica di molti vecchi, fatta di buon senso, umanità e una certa vena dolente. Che poi non piaccia come regista, che non piacciano i suoi film, come detto, è una questione sulla quale non credo di poter dire nulla.
Mi scuso per la prolissità della replica, non volevo scrivere un post del post. 
Grazie per la pazienza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un grazie di cuore per i complimenti. Fa piacere che queste riflessioni abbiano incontrato il vostro interesse.<br />
Vedo che il buon vecchio Clint divide ancora, ed è un bene.<br />
@ Beppe: ho scelto di parlare di questo film per quello che, mi sembra, ci mostra con una certa forza, cioè l&#8217;anima originaria della politica, quella &#8220;buona&#8221;, che precede, come tale, le distinzioni ideologiche. La politica non è primariamente ideologia, ma azione comune, questo l&#8217;assunto generale, che non si riferiva alla sinistra più che alla destra. La chiosa finale era sullo sfascio italiano, non faceva riferimento ai mali della sinistra. Non mi interessa mettere quest&#8217;ultima sul lettino di Freud e compagnia bella, non mi entusiasmano queste spiegazioni psicanalitiche, lo confesso. Mi interessa invece capire le ragioni profonde di questa deriva e cosa opporle. Ecco, opporle il solito refrain, molto italiano, su destra/sinistra non mi sembra la cosa più efficace del mondo.<br />
Proprio per l&#8217;usura di queste categorie ormai logore, che fungono spesso da vere e proprie maschere in senso nietzscheano, vorrei anche limitare il più possibile l&#8217;utilizzo di certi termini. Permettimi perciò di dissentire totalmente dal giudizio secondo cui Eastwood è un &#8220;vecchio fascista&#8221;. E&#8217; probabilmente un &#8220;conservatore&#8221;, certo un uomo all&#8217;antica, ma al contempo uno che non ha paura di fare i conti con i problemi del proprio mondo (eutanasia, razzismo, ecc.) in modo più autentico di molti altri cineasti, letterati, filosofi, intellettuali, di destra e di sinistra, del nord e del sud, di centro o di periferia. Ciò che viene apprezzato, dei suoi ultimi film, non mi sembra essere il pragmatismo, il decisionismo o il machismo, bensì -lo ripeto &#8211; la straordinaria sensibilità e il rigore morale con cui riesce a cogliere la complessità delle vicende che mette in scena. Inoltre, la scelta di filmare una storia con protagonista Nelson Mandela, primo presidente nero del Sud Africa, amico di Gheddafi e Castro, chiamato dai suoi collaboratori &#8220;compagno Madiba&#8221;, non mi sembra un&#8217;iniziativa criptofascista. Credo invece che il buon vecchio Clint, fondamentalmente estraneo agli scontri ideologici europei, stia godendo di quella saggezza, tipica di molti vecchi, fatta di buon senso, umanità e una certa vena dolente. Che poi non piaccia come regista, che non piacciano i suoi film, come detto, è una questione sulla quale non credo di poter dire nulla.<br />
Mi scuso per la prolissità della replica, non volevo scrivere un post del post.<br />
Grazie per la pazienza</p>
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		<title>Di: Beppe Leonetti</title>
		<link>http://www.wirwer.it/2010/04/invictus-se-clintmadiba-ci-insegna-la-buona-politica/comment-page-1/#comment-267</link>
		<dc:creator>Beppe Leonetti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 09:00:54 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;DIV align=&quot;justify&quot;&gt;
Post molto bello, complimenti. 
Penso però che Eastwood sia la dimostrazione vivente che la sinistra, tutta, ha completamente sbagliato atteggiamento, negli ultimi quarant&#039;anni. E ora si trova con un disperato bisogno di machismo, di pene (nel senso proprio dell&#039;organo maschile), ma al suo interno non ha punti di riferimento. 
La passione per Eastwood (che io personalmente non amo) da parte di certa sinistra, è una sorta di bonaria invidia del pene. Noi vorremmo essere come lui, duri, concreti, pragmatici, tosti. Ma sono quarant&#039;anni che facciamo solo discorsi pacifisti, antimilitaristi, antiproibizionisti, vegetariani, vegani, d&#039;amore fraterno e fiori nei cannoni, e ora non ce n&#039;è uno tra noi che non sia un mollaccione. Abbiamo abbandonato l&#039;esercito, abbiamo estromesso dal nostro pensiero la critica della violenza, della guerra, della forza, delegandole alla destra. E ora la destra ce li restituisce, avendo fatto progressi incredibili (come illustra &lt;a href=&quot;http://www.wirwer.it/2010/03/che-poi-invecchiando-un-po%E2%80%99-fascisti-lo-si-diventa-tutti-o-no/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;il post di Gianfranco&lt;/a&gt;), e lasciandoci ovviamente ammutoliti e ammirati. 
Invece di osannare un vecchio fascista di ottant&#039;anni, dovremmo produrlo noi un giovane &#039;fascista&#039; di sinistra (un nazicomunista, come viene definito Žižek da certa stampa pop), o almeno iniziare una critica seria della violenza e della forza.
&lt;/DIV&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
Post molto bello, complimenti.<br />
Penso però che Eastwood sia la dimostrazione vivente che la sinistra, tutta, ha completamente sbagliato atteggiamento, negli ultimi quarant&#8217;anni. E ora si trova con un disperato bisogno di machismo, di pene (nel senso proprio dell&#8217;organo maschile), ma al suo interno non ha punti di riferimento.<br />
La passione per Eastwood (che io personalmente non amo) da parte di certa sinistra, è una sorta di bonaria invidia del pene. Noi vorremmo essere come lui, duri, concreti, pragmatici, tosti. Ma sono quarant&#8217;anni che facciamo solo discorsi pacifisti, antimilitaristi, antiproibizionisti, vegetariani, vegani, d&#8217;amore fraterno e fiori nei cannoni, e ora non ce n&#8217;è uno tra noi che non sia un mollaccione. Abbiamo abbandonato l&#8217;esercito, abbiamo estromesso dal nostro pensiero la critica della violenza, della guerra, della forza, delegandole alla destra. E ora la destra ce li restituisce, avendo fatto progressi incredibili (come illustra <a href="http://www.wirwer.it/2010/03/che-poi-invecchiando-un-po%E2%80%99-fascisti-lo-si-diventa-tutti-o-no/" rel="nofollow">il post di Gianfranco</a>), e lasciandoci ovviamente ammutoliti e ammirati.<br />
Invece di osannare un vecchio fascista di ottant&#8217;anni, dovremmo produrlo noi un giovane &#8216;fascista&#8217; di sinistra (un nazicomunista, come viene definito Žižek da certa stampa pop), o almeno iniziare una critica seria della violenza e della forza.
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	<item>
		<title>Di: gianfranco</title>
		<link>http://www.wirwer.it/2010/04/invictus-se-clintmadiba-ci-insegna-la-buona-politica/comment-page-1/#comment-264</link>
		<dc:creator>gianfranco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 13:55:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wirwer.it/?p=454#comment-264</guid>
		<description>un post magnifico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un post magnifico.</p>
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	<item>
		<title>Di: alladr</title>
		<link>http://www.wirwer.it/2010/04/invictus-se-clintmadiba-ci-insegna-la-buona-politica/comment-page-1/#comment-262</link>
		<dc:creator>alladr</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 08:18:22 +0000</pubDate>
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		<description>non sono pienamente d&#039;accordo sul giudizio sull&#039;opera del buon vecchio CE (anche se mistic river è un film potentissimo, lo ammetto), ma questo post è stato proprio interessante. grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono pienamente d&#8217;accordo sul giudizio sull&#8217;opera del buon vecchio CE (anche se mistic river è un film potentissimo, lo ammetto), ma questo post è stato proprio interessante. grazie.</p>
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